Capitolo finale
Era un bagno piuttosto vecchio stile, senza finestre né luce forte; pareva ci fossero semplicemente le plafoniere e nulla altro. Il box doccia però era davvero ampio e pratico, con un manico esterno su cui erano appoggiati due asciugamani bianchi e un accappatoio nero. Fu una doccia davvero rilassante e mentre mi passavo lo shampoo sui capelli, ripensavo all’atto compiuto, sempre più convinto che il ragazzone volesse semplicemente fare del sesso... ma i suoi discorsi riguardo lo scambio dei corpi era stato così intenso che mi era piaciuto... se l’esperimento fosse stato solo una scusa, penso che lo avrei perdonato, tutto sommato era stato davvero piacevole intrattenermi con lui. L’acqua era caldissima e una volta chiuso il rubinetto, il vetro rimase completamente appannato e aprendo la porta sentii la brezza fredda arrivare su di me, poi apparve la sua mano che mi passava l’asciugamano più lungo.
– Oppure preferisci l’accappatoio? – disse con un flebile sorriso sul volto. Nel giro di qualche minuto, mi sentii perfettamente asciutto e mi resi conto che l’ambiente era davvero caldo, nonostante fossi nudo non sentivo più freddo. Ci sedemmo sul divano e rimanemmo un attimo in silenzio, poi Nicodemo si alzò e disse: – Se ti senti pronto, direi che possiamo andare di là e iniziare l’esperimento… vuoi? – Mi alzai e dissi: – Certo, andiamo pure... dimmi quello che devo fare... – Mentre si incamminava verso la porta socchiusa, mi guardò e fermandosi sulla soglia, mi invitò a seguirlo con il semplice sguardo.
La stanza era scura, con pavimento marrone e pareti vicine al nero, un paio di candelabri scintillavano accesi e nell’aria sentivo un odore che non saprei spiegare, era dolciastro ma non perfettamente riconoscibile. Probabilmente si trattava di qualche essenza, che veniva bruciata in uno dei piatti scuri appoggiati sul bordo di un ampio tappeto, sul quale si andò a sedere incrociando le gambe e tenendosi le ginocchia con le mani. Lo imitai posizionandomi di fronte a lui a poca distanza. Non riuscivo più a capire quanto tempo fosse passato da quando ero entrato in quella casa ma sapevo che questo esperimento si sarebbe fatto ora. – Chiudi gli occhi e appoggia la testa sulle mani, concentrati sul contatto fisico che abbiamo avuto poco fa. Cerca di ricordare le sfumature che le tue mani hanno conosciuto accarezzando il mio corpo, cerca di entrare in contatto con la sensazione di vicinanza e prova a proiettarti fuori dal tuo corpo. – Le sue parole scivolavano senza cadenza, senza ritmo, quasi fossero meccaniche, non avvertivo nessuna emozione trasparire e mi limitai a fare ciò che sentivo dire. Non aggiunsi nessuna parola, semplicemente cercai di proiettarmi in quello che mi tornava in mente della situazione appena vissuta con lui: la sensazione di toccarlo, accarezzarlo e sentire col ricordo le forme del suo corpo... Mi sembrava di toccarlo veramente, non riuscivo a smettere di pensare al piacere provato e come risposta, ebbi un’erezione ma cercai di non distrarmi e di concentrarmi sul cercare di “uscire” dal mio corpo. Insistetti a lungo sulla sensazione di evanescenza, immaginai la figura che avevo visto nel libro ma non riuscivo a non sentire il mio corpo appoggiato sul tappeto, pensavo che non sarei mai riuscito ad effettuare quella specie di transazione extra corporea. Il corpo che stavo accarezzando con la mente c’era davvero, sembrava proprio di stare compiendo quei gesti, mi pareva di sentire sulle mani la pelle che stavo immaginando, le rotondità dei glutei e il leggero pelo lì presente. Accarezzavo rimanendo con le mani leggere, quasi a sfiorare quel corpo che, detto fra noi, pareva più piccolo di quello che avevo sentito poco prima. L’odore divenne più intenso e mi sembrò che dai miei occhi chiusi uscissero delle lacrime... probabilmente l’aria secca e calda, unita alle spezie bruciate, facevano sì che i miei occhi ne risentissero un po’. Ora il contatto era davvero percettibile, sentivo con precisione le parti anatomiche che stavo solo pensando di toccare ed accarezzare, sentivo le asperità di alcune parti del corpo… Poi arrivai ai capelli, li sentivo leggeri e corti, molto più di come ricordavo di averli sentiti in precedenza. Continuai a navigare con entrambe le mani su quel corpo che assomigliava sempre di meno a quello che avevo sentito durante l’amplesso e quando arrivai al volto, sentii un po’ di pelo sul mento e null’altro… ma ero sicuro che Nicodemo aveva una barbetta leggera su tutto il volto. Alzai la testa e aprii gli occhi, che abituati al buio, videro subito la figura che avevo davanti... che mi stava guardando coi suoi occhi azzurri, un po’ più in basso rispetto a quanto ricordavo doveva essere e con un’aria tanto famigliare quanto terrorizzante. Allungai le mani per toccargli il naso, le labbra ed il mento. Sentivo tutto al tatto ma non come ricordavo, in un modo differente, quasi non fossero le mie mani e guardandole le trovai più grandi, forti e glabre delle mie. Rimasi sbalordito, bloccato e cessai per un attimo di respirare. Stavo guardando me stesso.. ma ero di fronte a dove mi trovavo, ero lì, davanti a me.. mi guardavo e mi vedevo perfettamente ora, i candelabri mi illuminavano facendo danzare le ombre sul mio volto ma io non ero lì, ero di fronte a me stesso. Mi alzai di scatto e quasi caddi nel fare questa semplice azione. Mi sembrava di essere più alto e goffamente cercavo di stare in equilibrio, mi guardai le gambe ed il pene, c’era tanto pelo scuro su queste parti e allora risollevai le mani e le guardai con attenzione, non erano le mie. – Cosa.. cosa diavolo sta succedendo? – Chiesi con una voce completamente diversa da quella che avevo sentito per tutta la mia esistenza… l’ambiente scuro cominciò a roteare e mi sentii sul punto di svenire, ma l’altro me stesso si alzò prontamente portando le mani sul mio torace a sorreggermi. Per la prima volta sentii la mia voce... no, la voce dell’altro, uscire da quella che era sempre stata la mia bocca: – Stai calmo, va tutto bene... l’esperimento è riuscito e ora ti trovi nel mio corpo... non aver fretta di fare qualunque cosa, devi prendere confidenza. – Era la mia voce ma con le parole di Nicodemo, parole che cercavano di tranquillizzarmi proprio mentre cominciavo a sentire pulsare all’impazzata il cuore dentro al corpo che stavo occupando... non era una sensazione piacevole, tutt’altro, non riuscivo a capacitarmi, stavo sognando o ero forse in una specie di trance dovuta a qualcosa nell’aria, qualcosa che bruciando creava illusioni o percezioni alterate? Guardavo la stanza che sembrava più piccola, il tappeto stesso pareva avere dimensioni differenti da quando mi ci ero seduto sopra, tutto aveva assunto una sembianza indefinibile, assurda.
– Ha funzionato? Voglio dire, ci siamo davvero scambiati i corpi? – dissi barcollando sopra il tappeto, che aveva una consistenza diversa da quella che avevo sentito al tatto quando mi ci ero appoggiato sedendomi. Il mio sguardo era interrogativo, sentivo di stare dentro ad un corpo differente dal mio ma avevo bisogno di sentirmelo affermare da un’altra persona. Volevo una conferma che la mia percezione non fosse alterata, che fosse davvero successo, che fossimo all’interno di un esperimento che stava dando i frutti cercati. – Sì direi che ha funzionato… – disse con un filo di voce il mio corpo nudo davanti a me, in piedi. Ora la cosa diventava ancora più sconcertante, non riuscivo a crederci nonostante le prove fossero davanti ai miei occhi e dentro di me… sentivo il forte bisogno di sedermi e ci provai ma caddi all’indietro sul tappeto, senza farmi male ma come se fossi stato in ebbrezza alcolica... – Ho bisogno di stendermi.. di dormire, non so perché ma mi sento stanchissimo! – dissi con un filo di voce che pareva quasi uscire da un moribondo. Sentivo le forze mancarmi, la volontà affievolirsi e mentre continuavo a scivolare dentro di me, il corpo si accasciava sul tappeto, lungo e disteso.. il mio (?) udito era flebile, mi pareva di sentire Nicodemo parlare ma forse ero io a parlare, o forse era il mio corpo che parlava ma non ero io a pronunciare quelle parole... arrivavano al mio io in modo flessuoso e tenue allo stesso tempo: – Per questo ho accettato il tuo corpo, volevo vedere se la tua volontà era così forte da sostenere quel corpo malato... – capii solo una parte delle cose dette e il sonno cominciava a farsi strada sempre più violentemente. – Gnaps, ti sto dicendo che il corpo dove ti trovi ora sta morendo, non resisterai ancora a lungo... è malato e solo le mie arti riuscivano a mantenerlo in sesto. Ma non sarei riuscito nemmeno io a tenerlo in vita ancora per molto tempo.. mi spiace tu debba morire ma come si dice, morte tua, vita mia. – Il sorriso era degno di un diavolo, si stava alzando e allontanando da questo corpo riverso sul tappeto, cominciavo a sentire una forte sensazione di freddo e la vista iniziava ad annebbiarsi, dagli occhi iniziarono a scendere lentamente delle lacrime e la mente, che mi pareva viaggiare alla velocità della luce, stava cercando di ripercorrere l’accaduto: com’era stato possibile che fosse davvero successo? Non stavo sognando, sentivo veramente un dolore mai avvertito in precedenza, sentivo il freddo, la mancanza di energie, tutto assieme… un’esperienza macabra ma ineluttabile. Le tenebre stavano facendosi avanti, la stanza si scuriva e non sentivo più rumori né riuscivo a mettere a fuoco quello che l’occhio senza lacrime stava guardando, vedevo una luce rarefatta quasi a forma di rettangolo verticale, forse la porta dal quale il mio corpo posseduto da Nicodemo aveva usato per andarsene, forse la porta del paradiso, o quella dell’inferno... o semplicemente quella che una volta chiusa, lascia indietro tutto quello che non ci è entrato... Buio, la porta non si era chiusa ma la sensazione dei minuti trascorsi non era più certa, quantificabile, realistica... la mia coscienza era lì o stava semplicemente vivendo un sogno? Ero sicuro di essere cosciente ma altrettanto certo di non essere più vivo... un po’ meno certo di essere morto, ma d’altra parte chi può sapere quand’è appena morto, se lo è davvero? Niente luci abbaglianti, niente ripercorrere la propria vita, niente fantasmi del passato, niente fuoco eterno; silenzio e pensieri, solo e solo questo!
Continua per la post mortem
Normalmente a quest'ora, io e gnappo siamo davanti alla tv col notebook acceso, a leggere info di ogni genere e a "zappingare" qua e là alla ricerca di qualcosa di guardabile. Spesso ci troviamo a mettere su un dvd o a decidere se uscire x prendere un po' d'aria assieme ad un gelato, una granita siciliana o altro di frescamente simile ma questa sera, gnappo è riverso sul lettone, in preda ad un mal di testa che lo ha praticamente cotto & condito, l'ultimo gesto da lui fatto prima di diventare orizzontale, è stato quello (molto clemente) di accendere il climatizzatore, cosa più che necessaria qui in camera, dato che il mio PC, è praticamente una via di mezzo tra un forno ed un camino acceso!!!
C'é un azzurro intenso attorno a lui, fuoriesce dal lenzuolo colorato solo con una parte del dorso, un braccio e la splendida capoccina tutta capelluta di moro, quale è!! Ma quant'é bello questo ragazzo, non credo finirò mai di dirglielo. Non è un complimento fine a se stesso, è proprio ciò che i miei occhi captano.. mi ritengo davvero un ragazzo fortunato..!!
Certo non è che sia una personcina semplice, eh? Ha i suoi lati spigolosi ma.. d'altra parte penso che dal suo punto di vista, io sia altrettanto spigoloso sotto certi aspetti. Quaste cose, che fanno parte della coesistenza di due individui, sono uno degli aspetti che mi ha sempre intrigato tantissimo. Lo scoprire nuovi punti di vista, specialmente di una persona con un carattere come il suo, sono una manna x me.. un modo x mettere in discussione quello che a volte do x scontato.. Ovviamente non è sempre facile trovare la famosa via di mezzo quando discutiamo ma guarda un po' che ti dico?! Stiamo bene assieme.. lo penso e lo sento..
Chissà se tra i lettori del blog si è aggiunta anche una mia amichetta coetanea.. bé Vale, se ci sei batti un colpo.. buona nottata a tutti. E' ora di spegnere e raggiungere il mio tato tatoso.
Gnaps
Before goin’ to sleep:
solitamente ci si fuma una sigaretta prima di avviarsi tra le braccina di morfeo.. dovevo forse usare la emme maiuscola parlando del dio del sonno?? Non saprei, quel che posso dire è che mi ha ispirato molto la lettura di Sandman, che anche se è un po’ datata come raccolta di storie, ancora oggi ha un fascino davvero notevole.. specie nel leggerne qualche passaggio prima di chiudere gli occhi e farsi trasportare nel viaggio onirico..
Scrivere questo post è divertente perché è naturale raccontare quello che si pensa, che si fa e che rientra nell’usuale.. la parte della vita che si aggiudica la maggioranza del tempo di ogni essere vivente. Certo, di cose straordinarie ne possono capitare e sicuramente le riporterò ogni volta che sarà possibile farlo, nei tempi più disparati.. certo è che stasera, guardando Rai1 alle 02:07, mi viene davvero una gran voglia di lasciare il discorso a metà per correre nel bel lettone accogliente che, grazie alle sue lenzuola avvolgenti, mi mummificheranno amorevolmente, scortandomi nel passaggio dalla realtà cosciente a quella incosciente, fatta di tutte quelle verità che, come in un dipinto di Dalì, prendono una forma tutta loro ed esprimono i nostri pensieri, sentimenti, azioni.. in un modo decisamente pittorico.. direi che la voglia di andare a dormire, miscelata con il desiderio di scrivere qualcosa, hanno reso queste mie chiacchiere, degne di follia.. buooooonanoooootte