venerdì, 26 settembre 2008

La musica nel cervello..!!!

Da tanto tempo penso che la musica sia sempre stata, per me, un degno accompagnatore durante la mia vita.. ricordo belle melodie, parole dei testi e sensazioni regalate all'ascolto.. ricordo eventi legati ad una canzone che ha fatto parte di quel momento preciso della mia esistenza, nel bene e nel male.. ma soprattutto ricordo le cose piacevoli, quelle sensazioni che di tanto in tanto vado a ricercare, non con nostalgia ma con voglia di ricordare determinate sensazioni.

Mi sono chiesto il perché la musica, più di tante altre cose, entrasse così facilmente nelle fasi della mia crescita, mi sono anche domandato se la musica stimolasse in qualche modo il mio cervello, oltre che a livello fisico dovuto all'elaborazione dell'ascolto, anche per quanto concerne la sfera sentimentale e comunque ricreativa. Ho cominciato a valutare le situazioni relative a persone che conosco, amici parenti e quant'altro.. pensando a tutte queste cose, mi viene in mente che l'insieme delle note, ripetute e inserite in un contesto legato ad una melodia, le parole stesse che vengono usate per raccontare fatti, sentimenti se non situazioni, rientrano in un metodo di apprendimento. Chi non ha mai legato ad un testo, una fase della propria vita? Io l'ho fatto più e più volte.. e devo dire che sono colpito dal fatto che le sensazioni che mi restano dentro, siano non solo ricordate dal riascolto di una canzone ma addirittura stimolate!!

E' un qualcosa di creativo, di utile e funzionale, mi aiuta in tutti quei momenti in cui mi serve un attimo di tranquillità (Orinoco Flow - Enya), un po' di esaltazione (Shout! - Tears for fears), riflettere (A song to say goodbay - Placebo) o voglia di partecipare ad un evento mondano (Spellbound - Siouxsie & the Banshees).. ma anche per semplice diletto e relax e allora non riesco a scrivere un solo titolo o un unico artista.. quello che mi è venuto in mente oggi, che mi ha spinto a scrivere questo post è la sensazione che la musica sia davvero un ottimo sistema, se usato e non subìto, per stare meglio!!!

Nel cercare qualche spiegazione in più, mi sono imbattuto in questo articolo:

http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/cervello2/musica-cervello/musica-cervello.html

Tutto questo secondo Depeche69 probabilmente verso le ore 18:22 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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martedì, 09 settembre 2008

Declare independence

Declare independence/ Don’t let them do that to you” canta Bjork, e lo ripete ossessivamente nel suo trascinante ritornello. E’ facile farsi conquistare dalla sua voce, lasciarsi trasportare dalla voglia di indipendenza che sale nel petto.

Da cosa vorrei essere indipendente? Per tanto tempo trovare la giusta distanza dalla mia famiglia è stata una delle cose più importanti per me. Ora penso di aver raggiunto un buon compromesso tra il vecchio, sano ‘farsi i fatti propri’ e il ‘mantenere il contatto’. Contatto che resiste a forza di occasioni a cui non si può mancare, compleanni in cui ci si riunisce tutti, pratiche burocratiche, ricatti emotivi a cui reagisco col sorriso, battesimi e cresime e primecomunioni varie che valgono la pena soprattutto per guardare le meravigliose interazioni tra sorelle, zie, nipoti miei ed altrui, genitori e cugini e fidanzate di cugini… e soprattutto la nonna che, superati i novant’anni, diventa sempre più dolce.

Forse vorrei essere più indipendente dalle critiche, autocritiche comprese. Penso di reagirvi abbastanza bene, perché il mio carattere comprende fin da quando ero bimbo una dose di autostima niente male (specie considerando che la bassa autostima è uno dei mali del secolo – ma non chiedetemi di quale secolo). Il fatto di avere pienamente la cognizione del dolore, vissuto per anni ed anni a fasi alterne, mi ha anche regalato qualche piccolo trucco per difendermi. Recentemente poi, ho sviluppato la teoria di essere una persona estremamente sensibile che ha una guaina protettiva attorno, e penso di essere in equilibrio tra il coinvolgimento e il distacco… ma l’equilibrio non è precario per sua stessa definizione? Un ingresso gratis al circo a tutti quelli che sapranno rispondermi.
Nel frattempo, alcune risposte me le sono date. Presto le critiche più feroci cadranno nel pozzo profondo della mia indifferenza. Forse non sarà la cosa più giusta, forse me ne pentirò, ma in questo momento è la strada che ho scelto.

“Make your own flag”


Tutto questo secondo GroovyNowhere probabilmente verso le ore 01:32 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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