
Una settimana fa, Gnappo è andato fuori casa per lavoro, su una cosa programmata da tempo, di cui ero al corrente già da un po’… ma sulla quale non mi ero posto nessun’idea prima della sera precedente alla partenza. Quella sera ci siamo messi a letto ad un’ora abbastanza ragionevole, anche perché lui si sarebbe dovuto svegliare abbastanza presto per partire e io, per non rischiare di lasciarlo uscire senza salutarlo, ho messo la sveglia… che non ho minimamente sentito!!!
Nel letto mentre stavamo abbracciati, ho cominciato a pensare agli incidenti stradali e a tutte le brutte cose che capitano, riportate dai vari telegiornali se non quotidiani e simili… troppi articoli di cronaca, troppe immagini nella mia testa, hanno cominciato ad ammassarsi in maniera tale che mi hanno creato una vera confusione. Mi sono accorto che non sarei riuscito a prendere sonno con questi pensieri allucinanti e se mi fossi alzato, probabilmente lo avrei svegliato, quindi ho cercato di auto-tranquillizzarmi attraverso una serie di meccanismi che ho imparato molto tempo fa, ed affinato piano piano… arrivando a prendere coscienza sulla situazione e sulle mie paure, così un po’ alla volta, mi sono riuscito ad addormentare.
Il mattino seguente, mi sono svegliato da solo ma (come ho già detto poco fa) Gnappo era già partito e dopo essermi alzato di scatto, sono andato a controllare la sveglia, dandogli la colpa per non averla sentita… avrei voluto che fosse un essere vivente, per potergli dire che mi aveva fatto un torto ma ovviamente, ho potuto prendermela solo con me stesso per non averla sentita!!
Quella mattina ho iniziato a fare alcuni ragionamenti sulla netta impossibilità di modificare eventi esterni, sulla piccolezza dell’essere umano nei confronti delle “tristi eventualità”, che troncano amori, amicizie, parentele e quant’altro… bé, questo naturalmente vuol dire che stavo di nuovo per avere una crisi come quella della sera precedente… ho cominciato subito il training autogeno per calmarmi e cercare di rilassarmi, andando in bagno e facendo piena la vasca di acqua bollente, poi ho messo musica sul telefonino e mi sono immerso fino alla punta estrema dei miei pensieri, nell’acqua… in quella fantastica acqua che ha lavato via la sporcizia attorno alle mie paure, lasciando lindo un unico pensiero:
Sono fortunato come pochi ad avere accanto a me una persona fantastica come Gnappo e non perderò occasione di viverlo al meglio delle mie possibilità, il più a lungo possibile…
Grazie di esistere e grazie di condividere la tua vita con me!!!
Ho pensato che si poteva dare un doppio finale a questa storia, poi invece ho realizzato che ne volevo uno unico di finale, quindi direi che scelgo questo che potrete leggere qui a seguito, questo è il definitivo e si aggancia con l'ipotetico precedente finale, dando un'idea un po' (come individuato da Gnappo) "dylandoghiana"... ai posteri l'ardua sentenza!!
Gnaps
Conclusione
Nessuna sensazione, non sento il corpo, non vedo... non percepisco odori, non sento nulla a contatto con un corpo che non sento di avere... nessun rumore attorno a me, non c’è nemmeno il buio, non nel senso di qualcosa di percettibile, pare un niente contornato dal nulla... il niente che tiene per la mano, che non ha, il nulla assoluto, la fine del senso compiuto, del conoscibile o meglio, del conosciuto... ma qualcosa era presente, il pensiero, stavo pensando e cominciavo ad avere paura, non riuscivo ad uscire da questo stato di non-forma, di non-essere e il panico arrivò facendosi largo nei miei pensieri, un qualcosa di davvero simile ad un’emozione forte… ma come potevo avere emozione se non possedevo un contenitore per la mia coscienza? Cercavo di focalizzare quello che avevo a disposizione, i pensieri stavano diventando più lineari, nonostante il panico presente, mi rendevo conto sempre con più convinzione che non ero finito... piuttosto ero indefinito ma non scomparso, annullato... esistevo e sentivo di essere io, una coscienza, un essere... un insieme di tracce di quello che ero stato o una forma semplicemente diversa di quanto ero stato? Può l’energia di qualunque tipo sia, essere viva? Avere un’essenza? Essere definita? Cercavo di espandere le sensazioni ma non mi pareva di averne più... i miei sensi erano davvero spenti ma la percezione di me era presente, forse dovevo cercare di entrare in sintonia con questi pensieri, provare ad allargare i pensieri, farli viaggiare più velocemente ed estenderli, cercare di ottenere una forma, qualunque essa potesse mai essere, per avere la percezione di un qualcosa di definito, con un inizio ed una fine ma... proprio questo mi faceva disperdere e piombare in un panico ancora maggiore. Non c’era una forma, non c’era una sensazione che non fosse fatta di puro pensiero… ma la paura era un sentimento, e direi che era davvero in crescita esponenziale, poi un lampo! La sensazione c’era, era proprio la paura, ed era un’emozione, non un semplice pensiero. Cominciai a vagare per il sentiero dei ricordi. Ero seduto nudo con Nicodemo di fronte a me, le mani si erano appoggiate alle ginocchia e sentivo sia l’odore delle essenze che bruciavano attorno a noi che le parole dette da quel bel moretto, nudo, accovacciato e fiero di quel che stava progettando. Sentivo la sensazione del tatto, la sensazione stessa dell’odore che avevo percepito al momento in cui mi stavo sforzando di rivivere. Sentii perfettamente l’estremità del mio ginocchio, sentii anche il pelo del tappeto su cui le mie natiche erano appoggiate... e improvvisamente sentii anche il desiderio di alzarmi, e lo feci. In un impeto di rabbia mista a follia, balzai verso l’alto urlando a pieni polmoni..
Nicodemo era di fronte a me, steso sul tappeto, riverso come se si fosse addormentato. Mi ci volle qualche minuto appoggiato alle ginocchia leggermente flesse in avanti prima di riprendermi, stavo respirando a fatica e sentivo le lacrime solcarmi le guance, mentre al naso arrivava quell’odore bruciato di sostanze acri e troppo intense. Avevo il fiatone come se avessi lottato, e davanti a me c’era un corpo abbattuto. Ero stato io? Avevo avuto delle visioni per cui avevo combattuto con Nicodemo o era capitato qualcosa in mezzo all’esperimento che aveva fatto “cortocircuitare” l’evento? Finalmente ero di nuovo eretto e mi spostai verso il corpo a terra. Gli girai il volto verso l’alto e cercai di capire in che stato fosse. Respirava ma aveva lo sguardo vuoto, completamente assente. Lo schiaffeggiai leggermente, chiamandolo a voce alta ma senza alcuna risposta, nemmeno muscolare. Dopo qualche tentativo di rigirare il suo corpo, mi alzai con il forte bisogno di bere qualcosa, andai verso la porta, la aprii e la stanza fu inondata dalla luce del corridoio. Quindi uscii dalla stanza lasciando la porta aperta dietro a me…
La Fin

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Tutti gli anni quando vengono annunciate le nomination agli Oscar, mi diverto a fare previsioni sulle sei categorie principali. Qui trovate la lista completa di chi è in lizza; ed ora veniamo alle mie scelte:
Miglior film:
Non è un paese per vecchi
Miglior regia:
Joel ed Ethan Coen per Non è un paese per vecchi
Miglior attore protagonista:
Johnny Depp per Sweeney Todd
Miglior attrice protagonista:
Laura Linney per La famiglia Savage
Miglior attore non protagonista:
Hal Holbrook per Into the wild – Nelle terre selvagge