giovedì, 13 dicembre 2007

Scambio di corpi

Parte terza:

Che avreste fatto voi? Io sono una persona complessa e molto curiosa, attratta dal carisma di chi si propone con certi modi ma diffidente di natura.. quale scelta potevo fare? Entrare, varcare la soglia voleva ovviamente ammettere di essere curioso ma d’altra parte sarebbe stata comunque una mia scelta.. ma anche andarmene e dimenticare, sarebbe stata una mia scelta.. certo è che quello che vi sto raccontando avrebbe un senso solo se mi fossi addentrato in questo ambiente oscuro, pieno di incertezze ma anche di smisurato fascino.. ed infatti così fù..

okey, entriamo.. – dissi guardandolo negli occhi. Un corridoio lungo e buio si propose ai miei occhi, appena fù aperto il portone d’ingresso, un click fece accendere una plafoniera beige sul lato destro del corridoio, che si illuminò di luce flebile ma sufficiente a dimostrare l’essenzialità della mobilia presente. Vidi una porta sul lato destro e due sul lato sinistro, poi nella semi oscurità, scorsi un’altra porta proprio in fondo al corridoio che stavamo percorrendo. Lanciò un mazzo di chiavi verso un vassoio di vimini, apposto su un tavolino a tre gambe, di colore indefinito ma comunque scuro. La mia attenzione fù catturata dal rumore de metallo che tintinnava su se stesso cadendo e quando mi voltai, vidi che il ragazzone aveva aperto la seconda porta a sinistra ed era entrato per poi girarsi e invitarmi ad entrare. Accese la luce, proveniente da una piantana incastonata in un angolo di una stanza piena zeppa di libri. C’era un’immensa libreria ad angolo che rubava spazio ad una parete intera più quasi metà di una seconda parete.. fantastica.. in perfetto ordine e piena fino in cima, lassù dove solo con una scala si sarebbe potuti arrivare. Indicò con il palmo rivolto verso l’alto, a mano aperta, l’insieme di volumi ben riposti dicendo: vedi? Tutti libri su argomenti che intrecciati fra loro, parlano della comunione dei corpi, da tantissimi punti di vista. Avanzò di un passo poi si fermò ed indicò una sezione della libreria cominciando ad elencare, spostando il dito verso destra: religione, politica, psicanalisi, sesso, medicina, esoterismo, magia, storia antica e moderna.. qualunque testo tu possa scegliere e leggere, capiresti che è strettamente legato allo scambio di corpi! – Mi presi un po’ paura ascoltandolo parlare, pareva diventato estremamente serio, lucido come spesso i folli riescono ad essere alla perfezione.. non lo raggiunsi, rimasi fermo a guardare le pareti impegnate e la luce dell’unico occhio visibile, data l’ombra intensa creata dalla lampada della piantana, che stava sul nostro fianco sinistro. – Mi stai guardando come se stessi parlando di follia pura.. mi credi matto? – Mi chiese forzando un sorriso più simile ad una smorfia. – No, cioè.. devo ammettere che sei un tipo strano.. ma ancora non capisco, mi vuoi convincere della tua teoria illustrandomi.. – venni bloccato dal suo intercedere improvviso, - teoria? Convincerti? Nulla di tutto ciò.. stai guardando con un punto di vista che svia l’argomento.. non sono uno scienziato da strapazzo, né un predicatore folle.. non voglio convincerti ma farti capire, aprire la tua mente, in modo tale che sarai poi tu a chiedermi di fare l’esperimento. – con il volto vicino al mio, si rivolse a me guardandomi una volta l’occhio sinistro atalenando con quello destro.. ma senza esagerare nei toni, probabilmente aveva capito che il modo migliore per catturare la mia attenzione era incuriosirmi, non stupirmi.. non forzandomi. Poi si incamminò e prese un libro nella seconda fila dal basso, con copertina scura e iscrizioni argentate, lo aprì e mi si mise affianco, - guarda, vedi questi disegni? Pensa che risalgono a quasi mille anni fa.. questo libro è un buon inizio per poterti spiegare la scienza che voglio condividere con te. – gettai lo sguardo sulle illustrazioni e vidi dei disegni in bianco e nero che ritraevano un tipo magro che seduto con e gambe intrecciate, come per fare joga, aveva un corpo etereo dietro la schiena. – E’ indiano? Intendo, è un santone di quelli che studiano l’uscita dell’anima dal corpo di carne.. giusto? – Chiesi facendo attenzione ai ricordi che mi riportava alla mente quell’immagine del libro. Annuì con la testa e allontanandosi col libro in mano, si diresse verso una finestra chiusa voltandomi le spalle e dicendo – vedi, questi asceti indiani, sono stati i primi a vincere il distacco dal corpo di quelli che noi chiamiamo anima, ci riuscirono grazie ai loro tentativi di capire quanto in un uomo è fisico e quanto è spirito.. ci sono state tante teorie sull’argomento, arrivate anche in occidente nel tempo.. – questa volta lo interruppi io dicendo – ok ma, tutto questo non è che mi aiuti molto a capire, pretendo troppo se ti chiedo di saltare i preamboli? – Sorrise quasi subito, chiuse il libro e si voltò andando a riposizionarlo al suo posto senza dire nulla, poi si voltò verso di me e disse – guarda, probabilmente non riusciremo a fare l’esperimento questa sera ma.. se vuoi ti parlerò di quello che ho imparato in questi anni, ti posso raccontare dei miei precedenti riguardo alla transazione corporea.. che ne dici? Ah dimenticavo.. che scortese che sono, posso offrirti da bere qualcosa? – Aggiunse voltandosi come per uscire dalla stanza. – Perché no, se hai qualcosa adatto all’argomento.. – dissi ghignando e avviandomi dietro a lui. Uscendo da quella stanza, entrammo in quella accanto, una sala con un angolo cottura carino e semplice e con un bancone ad arco, molto simile ad un bar, dove andò dietro e scomparve accovacciandosi, per poi apparire con due bottiglie in mano, una di wisky e l’altra di colore scuro che attirò subito la mia attenzione, dato che non riuscivo a capire di che si trattasse. – Brendy, un ottimo ed invecchiatissimo brendy.. vuoi assaggiarlo? – Chiese con aria amichevole e sorriso appena accennato. – Sì, direi che è a scelta giusta per l’argomento della serata. – Dissi mimando il suo sorriso e guardandomi attorno. – proprio là – indicò col dito staccato dalla bottiglia del brendy, mentre appoggiava l’altra e faceva poi sparire il braccio per farlo riapparire con due calici. – Siediti pure su quel divano, arrivo immediatamente.. – lo seguii un attimo con lo sguardo, mentre lui lo aveva già distolto da me per dedicarsi all’estrazione del tappo dalla bottiglia scura, proprio mentre mi voltai e andai a sedermi sul lato iniziale di un bel divano rosso scuro in tessuto simile alla cordura al tatto, tanto che vi passai la mano sopra per cercare di capire il materiale e quando alzai lo sguardo soprassalii.. Nicodemo era davanti a me ma non mi ero minimamente accorto della sua presenza prima di rialzare gli occhi dal divano. – Ti ho impaurito? Eri distratto dalla bellezza strabiliante del mio divano, vero? – Disse ridendo a labbra socchiuse e porgendomi il calice tenuto con tre dita dallo stelo. – Non ti ho sentito arrivare.. – Dissi a mia discolpa, - percepito.. percepito, non sentito.. non mi hai sentito perché eri distratto ma non mi hai percepito perché ti ho volutamente messo alla prova! – Disse mentre si sedeva sulla mia sinistra e portava il calice verso il mio, alla ricerca del contatto tra i vetri. Il tintinnio mi ricordò per un attimo le due chiavi che si erano toccate cadendo all’interno del cestino di vimini nel corridoio. – Vedi, anni fa tentai di effettuare la prova dello scambio di corpi con una ragazza, circa della mia età, con una gran voglia di fuggire dalla propria esistenza forse un po’ logorante, da quello che si sentì di raccontarmi prima di iniziare l’esperimento.. – disse con l’intenzione di riportare verso di lui la mia attenzione. – Riuscì l’esperimento? – Dissi pentendomi subito per la domanda fatta, d’altronde se ero lì, era perché l’esperimento doveva essere fallito.. – Sì – rispose il ragazzo guardandomi negli occhi mentre deglutiva il suo sorso di brendy, - riuscì abbastanza bene, al punto che grazie a questo successo, decisi di ripetere il tentativo, ma questa volta con un ragazzo. Trovai un tipo che pareva avere le qualità giuste, un corpo molto più alto del mio, un’età molto inferiore alla mia e una enorme voglia di evasione dalle solite cose.. l’insieme migliore delle caratteristiche che volevo per effettuare lo scambio. – SI interruppe per sorseggiare il liquido caldo del suo calice e subito approfittai per buttare una domanda, - una donna al primo esperimento, un ragazzino al secondo.. non mi pare abbiano le stesse caratteristiche fra loro, sbaglio? – Mentre ingoiava la sua bevuta e si avvicinava per riprendere la parola, portai il calice alla bocca per berne ancora un sorso e ascoltai. – Sempre differenti, sia per genere che per caratteristiche fisiche, voglio spiegarti una cosa. Il piacere di entrare ed utilizzare il corpo di un’altra persona è questo per me, il poter provare sensazioni differenti. – Gesticolava molto con la mano libera e continuava a cambiare la posizione delle gambe nelle sue varie posizioni da seduto. – ok ok.. solo che non capisco come possa avvenire di fatto, questo scambio di corpi.. è la mia anima che entra nel tuo corpo? – Chiesi sempre più inserito nella curiosità dell’argomento. – Come ti dicevo al pub, non parlerei proprio di anima ma di un qualcosa di legato alla scienza, come se stessimo parlando di una personalità aggiunta, di un essere di energia che ci rappresenta su un piano di esistenza sincronizzato col nostro ma non visibile ad occhio nudo, una specie, se vuoi, si secondo te stesso. E’ questa figura che viene chiamata ad assolvere lo spostamento da un corpo all’altro, questa eterea parte di noi stessi riesce, una volta imparato a farlo, a staccarsi dal piano fisico e fluttuare in uno spazio tempo non per forza uguale a quello in cui ci troviamo ora, e andare e fare quello che ci imponiamo di fare. Immagina quel disegno che vedevi prima sul libro che ti ho mostrato. Immagina che quella figura evanescente disegnata dietro all’uomo seduto fosse questa sua personalità intrinseca ma di una energia differente da quella della nostra materia fisica, Vedila come un tuo essere che nel suo mondo vive la tua stessa vita, differente solo per piccolissimi dettagli, come se si trovasse in un universo parallelo al nostro e facesse una sua vita.. ma sempre te stesso, ignaro di avere qualcosa di simile ad un doppione qui, ora, accanto a me.. riesci a seguirmi? – Aveva appoggiato il bicchiere per utilizzare entrambe le mani nei gesti utilizzati per accentuare il proprio discorso. – Credo di sì, mi sembra tu stia mischiando scienza, religione e accenni di magia in questo tuo discorso.. ma non per dirti che non ti credo, semplicemente per farti capire che singolarmente sono argomenti che conosco, che ho letto, di cui in qualche modo mi sono interessato in passato.. – dissi agitando la mano sinistra, libera dall’incomodo del calice, rimasto nella mia mano destra. – Esatto, ecco perché ti ho scelto, il mio io che ha già vissuto questi momenti, mi ha passato la conoscenza di questo tuo interesse.. in qualche modo io già sapevo che mi avresti risposto così. – Rispose finendo il brendy nel suo bicchiere e alzandosi. Si incamminò verso il bar e giuntovi si girò verso me dicendo, - forse è più divertente provare a mettere in pratica questo scambio, anziché continuare a parlare, che dici? Oppure preferisci che ti racconti altri dettagli? – Mi alzai anch’io e per non rimanere col bicchiere in mano, finii di bere per poi portarmi verso il bar, dove una volta arrivato, vi appoggiai il calice e guardando il bel ragazzo negli occhi dissi.. – bene dottore, come funziona? Mi devo spogliare? –

continua

Tutto questo secondo Depeche69 probabilmente verso le ore 00:36 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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giovedì, 06 dicembre 2007

Natale due metri sotto terra

Finalmente l’ho comprato; è il mio auto-regalo per Natale!

Tutto questo secondo GroovyNowhere probabilmente verso le ore 17:18 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: salotto


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