sabato, 29 settembre 2007

Non e' una signora

IN UNA SIMBIOSI INEVITABILE

E’ una delle sue canzoni più famose, e per motivi che probabilmente solo pochi conoscono, è la canzone del suo repertorio a cui tiene di più – e lei lo dice ogni volta: non sono una signora. Parlo di una cantante che è sempre straordinaria: Loredana Bertè.
Credo che il motivo per cui ci tenga tanto a non passare per una signora è che le ha sempre detestate: le signore borghesi, divise fra marito e amante, con le loro vite scontate, banali anche quando trasgrediscono. Lei invece no, lei non è mai diventata una di loro, e ne ha sempre pagato il prezzo.
Loredana, come sua sorella Mia Martini, nasce in una famiglia già disgregata, e giovanissima prende la porta, assieme a Mia, incamminandosi verso il suo futuro. Molto presto incontrano Renato Zero, anche lui molto giovane, e cominciano tutti e tre la gavetta: soldi pochi, fame tanta, sogni a milioni. Ma anche tanto talento, per tutti e tre, e questo talento li porta nel giro di pochi anni tutti al successo. Loredana scandalizza l’Italia, stregata dalla sua voce, stupefatta dalle sue foto di nudo, dal suo look provocante, dalla sua personalità che possiede un senso della libertà capace di rompere tutti gli argini, dalla sua capacità di provocare, in tutti i sensi. Dal 1975, anno di uscita di Sei bellissima, fino alla fine degli anni ’80, Lory è sulla cresta dell’onda; colleziona singoli di successo e dischi memorabili.
E poi, inaspettata, la notizia di un amore che fa colpo su Novella 2000 e giornali simili: Loredana sta con il tennista Bjorn Borg, lo sposa e molto presto va a vivere con lui in Svezia. La relazione non è facile, nonostante la Bertè si affezioni al figlio che Borg aveva avuto da un matrimonio precedente: l’opposizione della madre dello sportivo e gli attacchi continui della stampa scandalistica, di quella italiana ma soprattutto di quella svedese, distruggono la coppia ed entrambi tentano il suicidio. Nel 1992 si separano definitivamente.
Loredana torna in Italia e coglie l’occasione per recuperare il rapporto con la sorella, con cui aveva avuto qualche dissapore; l’anno successivo duettano sul palcoscenico di S.Remo. Nel 1995 però Mia Martini muore, e questa tragedia colpisce la sorella come un proiettile dritto al cuore.
Non è difficile indovinare, da questa storia, gli stati d’animo della cantante che si sono rincorsi nel corso degli anni: la rabbia e la felicità, l’amore e la depressione, la sofferenza, la nostalgia, la dolcezza. Tutte queste emozioni si ritrovano nelle canzoni di Loredana. Basta ascoltare la sua voce, tutto si sente, tutto è condiviso, tutto è espresso per far gioire gli ascoltatori con lei, per farli piangere con lei, per farli arrabbiare con lei, in una simbiosi inevitabile.
Non farò qui l’elenco delle canzoni più incredibili di Lory. Scopritela, ascoltatela, seguitela.
La amerete.



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categoria: salotto


giovedì, 13 settembre 2007

Scambio di corpi (parte prima)

Ho finito da poco la lettura di un libro sule cronache dei vampiri, di Anne Rice, Il Ladro Di Corpi, questo ha fatto partire la mia fantasia e ancorandomi a parte della sua trama, farmi sviluppare un'idea tutta mia sull'argomento.. ecco la prima parte del mio racconto.

Si presentò a me con l'intenzione di rivogermi la parola ma in maniera piuttosto timida, mi guardava da lontano e camminava verso di me. Quando era ormai vicino, si femrava continuando a guardarmi, al punto che non potei fare a meno di sorridergli, per toglierlo dall'imbarazzo evidente e fare in modo che sentendosi più a suo agio, facesse il primo passo. Arrivato a pochi metri, si fermò nuovamente e mi rivolse la parola, con un tono pacato ma non vuoto "posso disturbarti?", disse con un filo di voce. "Certo, dimmi pure.." risposi con aria cortese ma distaccata. Era un giovane su 26/27 anni, alto moro e con lo sguardo di una persona matura. La barba un po' incolta e i capelli quasi rasati, gli conferivano un'aria leggermente distolta dalla realtà ma comunque interessante. "Ti seguo da diversi giorni, vorrei sapere se sei il tipo da fare esperimenti col tuo corpo" aggiunse con un tono un po' più fermo e sicuro, "esperimenti? Di che tipo, cosa intendi dire?" la mia risposta arrivò con una spiccata dose di curiosità ma non assorta, sempre rimanendo dalla parte diffidente. "Se ti va di parlarne, vediamoci stasera davanti ad un caffé, magari in un locale con musica bassa e poca luce.." rispose alle mie domande, inarcando il sopracciglio sinistro, quasi per dare un tono di sfida alle parole dette. "Guarda, non so cosa dirti, sono curioso è vero.. ma non sapendo cosa mi aspetta, penso che la mia diffidenza vinca sul resto.." mentre rispondevo alzai le mani verso le spalle, con un'aria di noncuranza e di rigetto, proprio per fare capire che se è vero che sono curioso, è altrettanto vero che non amo le sorprese. "Alle 22, al Torchio di Mare, sarò da solo seduto ad un tavolino.. se vuoi parlare dei nostri corpi, se ti interessa lo scambio di corpi.." alla fine della frase accennò ad un simil sorriso e si voltò, senza aspettare ulteriore risposta da parte mia. Si allontanava mentre ripensavo alle sue parole, cosa poteva intendere con -scambio di corpi?- sembrava quasi un invito ad una festa sadomasochista fra gay. Devo ammettere che la curiosità altalenava nella mia mente, con la diffidenza sempre più pronunciata, anche perché mi piace essere regista delle mie scelte e il suo modo di porsi, mi pareva da regista altrettanto.

Naturalmente alla fine andai, fui preciso e puntuale nell'entrare nel pub e con un piccolo giro di ispezione, lo individuai seduto su uno sgabello accanto ad un tavolino alto, proprio vicino ad una colonna che portava una specie di falda con delle candele attorno. Da fermo, lo guardai e aspettai che mi rivolgesse lo sguardo, che arrivò quasi immediatamente, come altrettanto veloce fu il gesto con la mano, ad invitarmi verso di lui. Pochi passi e un cortese ciao, rivolto ad una cameriera di passaggio, furono sufficienti per approdare all'altro sgabello accanto al suo. Gli porsi la mano dicendo, "comunque mi chiamo Gnaps, visto che non ci siamo nemmeno presentati oggi pomeriggio.." dissi con uno sguardo un po' intimidatorio al mio interlocutore che, colto di sorpresa, arrossì e annuendo disse "sì, hai ragione.. a dire il vero già lo sapevo, io mi chiamo Nicodemo, nome inconsueto, come l'argomento della serata.." rispose in modo un po' impacciato, senza stringere la mia mano e anzi, rilasciandola quasi subito. Mi sedetti comodo e mentre appoggiavo il mio cellulare sulla falda della colonna, arrivò con sguardo lucente e sorriso sulle labbra, la cameriera che avevo salutato poco prima, "cosa ti porto?" disse senza togliere lo sguardo dai miei occhi, "inizierei con un punch al mandarino, lo avete?" risposi azionando il mio sorriso con la bocca storta e separando la parte sinistra che si era rialzata, da quella destra che rimaneva sempre socchiusa. Il mio modo per fare il simpatico e sorridere a metà. "Certo che sì, un punch al mandarino in arrivo entro breve.." disse girando su se stessa ma senza voltare del tutto la testa e lo sguardo, a punto che pensai che si staccasse la testa e continuasse a guardarmi, mentre il corpo sarebbe potuto andare avanti camminando. "E' proprio di questo che vorrei parlarti, cioé, non esattamente il distacco della testa dal corpo ma del corpo dalla propria essenza.." iniziò il discorso Nicodemo senza che me lo aspettassi, avvicinandosi a me con la testa ma rimanendo a guardare la ragazza che si allontanava. "Come? Cosa intendi, come vorresti fare a dividere il corpo dall'anima?" risposi allontanando la mia testa, piegandola dal lato opposto per poter guardare quel profilo in maniera meno distorta. Il suo capo tornò alla posizione più naturale e mentre alzava un bicchiere con dentro probabilmente una birra chiara, rivolse lo sguardo verso di me e disse "non ho parlato di anima ma di essenza, per caso sei religioso Gnaps?" apparve una smorfia simile ad una risata sul suo volto, circondata dall'assottigliarsi degli occhi, quasi a schernire la mia esposizione precedente. I muscoli del mio volto si irrigidirono e il mio sguardo avvampò leggermente, facendomi assumere un aspetto un po' incazzato, tanto che se ne accorse subito e gettando lo sguardo sul tavolino, aggiunse "non fraintendermi, non vorrei passare da scortese, solo che ci tenevo a spiegarti che si tratta di qualcosa più vicino alla scienza che alla religione.." frase alla fine di cui, tornò a posare gli occhi sui miei, ad interrogarli per capire se fosse riuscito a sciogliere l'astio precedentemente creato. "Capito, mi stai dicendo che l'esperimento con i corpi di cui parlavi, sarebbe relativo a qualcosa di scientifico, giusto?" La mia risposta cercò di dimostrare che la curiosità non era slegata da un certo scetticismo e che se non avesse mantenuto il discorso su un filo ragionevole, probabilmente me ne sarei anche andato. "Forse per farti capire meglio, dovrei dirti che ho studiato libri di scienza ma anche di esoterismo, che riportavano storie riguardanti quella parte di noi che i religiosi chiamano anima, staccarsi dal proprio corpo e viaggiare nello spazio e a volte anche nel tempo.." assunse un'aria assorta mentre esponeva questi pensieri, forse un po' trascendentali ma con una tale sicurezza da lasciare un'unica alternativa.. o sapeva cose che non conoscevo o era completamente pazzo.

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categoria: studio


martedì, 11 settembre 2007

Mia Farrow o Rosemary Woodhouse

Non può mancare, in ogni blog gay che si rispetti, un post o una tag o una riflessione o uno spunto sull'adozione. Ma come avrete notato, ospiti e vicini di casa, Casa Gnappi non è il solito blog gay. E' quindi poco più che un caso che mi soffermi su questo argomento.
Caso che si è manifestato nella lettura del neutro e neutrale pezzo di Alessandra Biagini (dott.ssa Biagini stia attenta a non sbilanciarsi, mi raccomando!) che potete trovare proprio qui
La situazione è descritta, devo dire, con sufficiente conoscenza; in particolare lo scontro di destra e mondo religioso versus sinistra e mondo laico appare chiaro ed evidente.
Ma la cosa che mi ha più colpito sono tre dati snocciolati in fila che vado subito a copiarvi qui sotto:

'-l’American Academy of Pediatrics si è espressa a favore di una equiparazione tra coppie omosessuali ed eterosessuali in quanto esiste una “notevole letteratura scientifica secondo cui i bambini con genitori omosessuali hanno le medesime aspettative e i medesimi vantaggi dei bambini con genitori eterosessuali”;

-l’American Psychiatric Association ha espresso la medesima posizione in quanto “numerosi studi degli ultimi trent’anni dimostrano che i bambini cresciuti da coppie omosessuali hanno lo stesso livello di funzionamento emozionale, cognitivo, sociale e sessuale dei bambini cresciuti da genitori eterosessuali”. L’ottimale sviluppo dei bambini non dipende, ha deliberato l’associazione dall’orientamento sessuale dei genitori ma dalla stabile unione con gli adulti che si sono impegnati ad allevarli. Le stesse ricerche dimostrano che i bambini con due genitori stanno meglio dei bambini con un solo genitore, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei genitori;

-l’American Psychological Association ha approvato una risoluzione a favore dell’adozione da parte di coppie omosessuali in quanto le ricerche hanno dimostrato che “il benessere dei bambini non è collegato all’orientamento sessuale dei genitori”.'

Ora io mi dico: siamo qui di fronte ai pareri, nero su bianco (anzi bianco su nero...), di istituzioni riconosciute nella società civile come autorevoli, informate, scrupolose e serie. Non voglio barare e vi dico che l'American Academy of Pediatrics non la conosco; ma non posso dubitare della sua importanza, per la sigla e per l'accostamento con le altre due associazioni che, invece, conosco molto bene.
E di fronte a queste affermazioni così precise, quanto è ancora lontana la società italiana? Quanto tempo ci vorrà prima che il sentire comune si avvicini anche solo di un po' a quanto sopra riportato? Perché, detto tra noi, siamo vicini all'approvazione sociale delle coppie di fatto, senza discriminazione per l'orientamento sessuale (e dicendo vicini, ho comunque ben presente quanto siano numerose le voci contrarie). Ma sul diritto all'adozione ale coppie gay? Ammettiamolo, la stragrande maggioranza degli italiani è divisa in due categorie: quelli contrari perché una coppia di genitori gay potrebbe turbare il delicato equilibrio del bambino, e quelli contrari perché la discriminazione quotidiana, così diffusa, rischia troppo di colpire l'intera famiglia e quindi far soffrire il minore.
A questa seconda categoria, voglio solo accennare velocemente che non si combatte la discriminazione nascondendo la testa sotto la sabbia. Sarebbe come chiedere ai neri di tingersi la pelle di bianco perché potrebbero essere discriminati e soffrire per il razzismo. Nessuno si sognerebbe mai di farlo, eppure è questa la situazione in cui si trovano oggi le coppie dello stesso sesso che vorrebbero adottare. A chi ha dubbi sul modo di combattere i pregiudizi, consiglio di provare ad informarsi, visto che articoli, pubblicazioni ecc. su questo argomento non mancano. Sulla prima categoria non mi esprimo, rimandando ad una discussione successiva se qualcuno vorrà chiedere la mia opinione.
Mi sembra comunque evidente che oggi, in italia, l'adozione alle coppie gay è un concetto rivoluzionario.

E pensare che la dolce Mia Farrow, da etero, ha dimostrato come si possa vivere in maniera distorta l'adozione, abusandone compulsivamente per rimepire un vuoto che posso solo immaginare.
Ed è buffo poi considerare che uno dei migliori personaggi interpretati da quest'attrice (se non il migliore!), la Rosemary Woodhouse di Rosemary's baby, cresca il figlio di Satana. E anche la tenera signora Woodhouse era etero...  

 

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